lunedì 28 gennaio 2008

Generazione di fenomeni?


Ieri giornata sociale, son venuti a pranzo Katiuscia, Bon Fiss, Anna, Stefano e Giuseppe, praticamente come la settimana prima, dove pero' al posto di Katia e BonFiss c'era Federica, compagna di Stefano e medico italiano in procinto di fare un pezzo di specializzazione in un ospedale di Kampala. Uno di quei medici per vocazione, e non per puro spirito pecuniario come per il 90% dei studenti di medicina (gia' venire a fare la specializzazione nel mezzo dell'africa spiega lo spirito, normalmente si va a fare ricerca in America o nord Europa, cosi' da poter pubblicare e farsi belli).
Tant'e' che ora e' in italia e tornera' qui presto, ma a parte questo.. il pranzo e' andato benissimo.
ma perche' Generazione di Fenomeni?
perche' sono tutti cooperanti. Stefano e Giuseppe sono qui per MLFM (Movimetno lotta contro la fame nel mondo) su un progetto MAE (Ministero Affari Esteri), Katia lavora per Amici dei Popol.
Abbiamo parlato un po di come vanno i progetti e di cosa sia fare cooperazione in questo paese.
E sfortunatamente per TUTTI quanti la conclusione e' sempre la stessa. DEVE cambiare la generazione. Noi siamo una GENERAZIONE INTOPPATA, i nostri genitori, i nostri capi, sono figli del boom economico (o ne hanno fatto proprio parte) per loro era NORMALE pensare di essere piu' ricchi dei loro genitori, e e' normale pensare di saperne di piu' dei loro figli. E' altrettanto normale restare attaccati alla poltrona che occupano (che mediamente e' per eseprienza piu' elevata di quella dei figli) perche' i figli non riescono ad uscire di casa, perche' devono campare con l'aiuto loro. E' un gatto che si morde la coda. Noi non potremmo liberarci e prenderci posti di GESTIONE (in politica, nelle aziende, nella PA, in TUTTO) finche' loro non se ne vanno, ma loro non se ne vanno finche' noi non avremo posti di resposabilita' anche...
Inoltre noi siamo una generazione a rischio, a rischio che quando i nostri se ne andranno, ci saranno i nostri figli a farci le scarpe, coem e' giusto che sia, e come e' giusto che noi facessimo con i nostri genitori. Ma noi non lo faremo, e loro lo DOVRANNO fare (e lo spero proprio).
Inoltre in cooperazione la cosa e' anche piu' evidente. Normalmente in Cooperazione i "capi" sono persone che hanno studiato per tutt'altro e a un certo punto hanno deciso di mettersi a fare carita', che approcciano a questi paesi come i preti dell'800, portando saggezza verita' a queste povere bestie, senza capire che le "bestie" su molte cose stanno DI MOLTO avanti a noi.. e DA SECOLI!!! Inoltre non avendo competenze specifiche su cooperazione lavorano su esperienza, che significa magari 20 anni fa.. di un paese che cambia come un bambino ogni giorno.
E la nostra generazione.. quella che ha studiato cosa e' gestione della cooperazione, che ci si e' rotta la testa su cosa significa e come va fatta.. non ha potere.. anzi.. viene trattata (a 30 e passa anni) come i "teorici" che pero' devono fare esperienza... e cosi' il motodo di cooperare e' quello dei PRETI. fare CARITA' alle BESTIE dimenticate da DIO, quindi niente a che fare con la parola COOPERARE (che se ci pensate bene significa proprio tUTT'ALTRO). Ce ne libereremo MAI?

giovedì 24 gennaio 2008

Il cacciatore di aquiloni

Inizio.. non mi va di leggere un libro pesante.. ma tant'e' che alice lo ha gia' letto e possiamo rimandarlo a roma (1/2 kiletto di meno da riportare).

Edizione fantastica (grazie Giorgia)...

Prima sera angoscia e 30 pagine lette...
Seconda sera angoscia e 50 pagine lette...
Terza sera angoscia e 100 pagine lette...
Quarta sera angoscia e meraviglia e 145 pagine lette... e finito.

Erano anni che non leggevo tanto velocemente un libro.

Bello... pesante, nel senso di angosciante, ma assolutamente Bello...

vita di un ragazzino afgano il cui karma fa vivere una vita dalle stelle alle stalle, per poi ripagare il karma e tornare lentamente a riveder le stelle.

Scritto benissimo, scorrevole e piacevole nonostante alcune scene crude. Immagini di Kabul prima dei sovietici e prima dei talebani e dopo i talebani (peccato che non ci siano immagini di dopo che son passati gli americani con le loro bombette da 5 tonnellate). o forse meno male.

Cmq da leggere.. consigliato

p.s. mi leggero' il secondo appena ce lo facciamo riprestare da Alberto

Le dodici fatiche di Gigi - Il palazzo della burocrazia



Oggi giornata di burocrazia..
praticamente mi sentivo Asterix e Obelix (tutti e due insieme) mentre affrontano il palazzo della burocrazia romana...
Settimane fa ho fatto fare la copia del certificato di matrimonio da Nyarugenge...
vado al consolato sapendo che dovrei farlo firmare dal notaio dello stato (a qualcosa e' servito quei due mesi), ma meglio essere sicuri che tutto vada bene...
e infatti...

Ci sono delle imperfezioni (manco da poco), si sono scordati di mettere il numero di pratica, dove e' stata emessa.. mio padre e' residente a Orce e domicialiato a Aree (quello vero e' Arce), la madre di alice si chiama Dominica, il padre non lavora... e alice e' nata il 14 / 00 /76... (00???).

dato che non si possono fare correzioni su un documento ufficiale devo tornare li e farmi timbrare le correzioni...
4km
a nyarugenge mi faccio fare le correzioni...

4km
ora via di corsa al MinJust (ministero della giustizia) per farsi autenticare la firma dell'addetto (ovviamente il consolato non puo' conoscere ogni lavoratore dello stato. cosi' serve l'autentica dell'unico di cui riconosco la firma, il notaio dello stato).
2 persone in Fila...
fantastico... e invece no.
Devo prima pagare.. (poca robba.. 2,5 euro).. ma dove?
al rwanda Revenue ovviamente (esattamente a 1km da Nyarugenge dove ero prima)

4 km
e via al Rwanda Revenue per dare sti 3 euro... fila immonda (qui al rwanda revenue TUTTI pagano TUTTO, tasse multe e documenti). 40 minuti... FATTO
ora posso tornare al MinJust..

4km

eccoci al MinJust... ora in fila ci sono 11 persone (e vedo ENTRAMBE quelle che erano li da prima), aspetto 20 minuti.. poi chiedo alla tipa.. fa una telefonata, il notaio e' su a prendere un caffe' (e QUELLI LI che ASPETTANO da un ora?) e scende in 20 minuti...
aspetto i 20 minuti.. sono AFFRANTO, MANCO IN ITALIA.
dopo 20 minuti il tipo non scende... decido che e' tardi e vado a casa, tanto che e' l'ora di pranzo.. e figurati se non fa pausa pranzo...

torno a casa per tornare domani...

poi ci sara' da riandare al Consolato... il consolato dovra' mandarlo a Kampala all'ambasciata, e dalli' dovranno mandarlo a Roma.

E forse saremo sposati anche in Italia...

ma chi ce l'ha fatto fare? (la burocrazia ovviamente ndr.)

p.s. Aggiornamento
Stamattina 25/01 sono andato come mi aveva detto la segretaria... diceva che cominciava alle 7.
Stamattina il notaio dello stato NON C'E'. TORNA LUNEDI'. ALLA FACCIA DELLA SERIETA'.
Almeno queste cose mi fanno sentire a casa...

p.p.s. Aggiornato ancora
Ieri sono riandato.. non c'era. la segretaria lo chiamava e 15 persone aspettavano fuori. alla fine disperata la segretaria mi ha dato il numero di cellulare del Notaio dello Stato, unico notaio riconosciuto dalle rappresentanze diplomatiche. Speriamo di aver risolto.

martedì 22 gennaio 2008

Ebano

Abbiamo capito che non siamo stati per nulla originali nel leggere qui questo libro.
Praticamente TUTTI quelli con cui parliamo qui a Kigali l'hanno letto.
E' Ebano di Kachynsky, un giornalista polacco che ha vissuto e girato l'africa in lungo e in largo per 30 anni.
Ebano non e' propriamente un libro di viaggio, ne un reportage, ne tantomeno una raccolta di articoli, non presenta una storia..
E' un libro di fotografie a parole.
Ogni capitolo, spesso molto corto e cmq mai piu' di 20/30 pagine, apre uno spaccato di un pezzo di Africa. Il giornalista non racconta i fatti importanti dell'africa (anche se spesso ci passa in mezzo) dal punto di vista mediatico, racconta i fatti importanti dell'africa dal punto di vista sociale.
Parla con le persone della strada, e non con i capi di stato, per capire cosa e' stata l'indipendenza per un paese.
Parla di un villaggio in mezzo alla foresta ai margini del Sahara per spiegare cosa significa vivere nella terra dei signori della guerra.
Parla infine di un albero, sotto cui la comunita' di un piccolo villaggio si riunisce per far capire cosa significa Africa.

Un libro molto molto bello, direi quasi FONDAMENTALE se si passa per questo continente che come dice lui non significa NULLA. la parola AFRICA non esiste, esistono migliaia di tribu', assembramenti umani, ognuno molto differente dall'altro e cmq accomunati tutti da una cosa, la sopravvivenza in questo continente la cui natura ti ricorda continuamente che noi siamo solo una bestia qualsiasi del panorama della natura.. e che la natura e' ben piu' forte di qualsiasi gruppo di esseri umani, checche' l'occidente ne possa pensare a proposito.

da LEGGERE se si viene in africa, o solo se si pensa che ci sia un posto chiamato Africa.

Eymerich

Comincio con Eymerich una serie di post di recensione.
La prima e' letteraria.

Il ciclo di Eymerich sono una serie di libri scritti da un bravo autore italiano (Evangelisti) di tenore Fantasy/Sci-Fi/Storico. I libri sono tutti ambientati nel XIV secolo, in europa, inseguendo le avventure di un Iquisitore, tale Nicholas Eymerich, realmente esistito, inquisitore Generale di Aragona. I libri sono ben fatti, abbastanza arzigogolati, saltando spesso tra il passato, il recente passato, il presente e il futuro. Non si fa pero' eccessiva fatica a seguire il corso della storia, che cmq, almeno personalmente, mi appassionava specie nei pezzi narranti i fatti dell'inquisitore. Con molta maestria riesce a renderti l'inquisizione abbastanza odiosa da essere vera, ma non eccessivamente da risultare un attacco a una delle istituzioni piu' infamanti della storia.

I libri sono mediamente piccoli e si leggono ESTREMAMENTE velocemente. La lettura personalmente e' stata molto piacevole, tanto da essere dispiaciuto di non avere 2 dei 7 libri facenti parte della serie. E oltretutto con un ultimo libro (il castello di Eymerich) che e' certamente il piu' bello della serie (cosa non usuale in serie tanto lunghe). Senza lasciarti con troppo amaro in bocca.

Scopo spesso dei libri e' giustificare dal punto di vista "scientifico" le stregonerie e le "eresie" di cui l'inquisizione era l'estremo nemico.


Romanzi.. niente di piu' niente di meno, piacevoli alla lettura, che non ti lasciano amaro in bocca.

Buone Notizie

Oggi e' giornata di buone notizie.

Il governo cade, si prevedono 5 anni di INFERNO Berlusconiano, oppure peggio ancora la salita al potere del PDCL (Partito Democratico Cristiano delle Liberta') sul modello Pentapartitico tanto caro all'italia. Un grande Centro, stavolta senza maschere. la CEI diventera' la terza camera del paese. Il presidente della Repubblica verra' data ad Honorem a Nazzinger e cosi' tutti felici e contenti.

La giustizia ha trionfato, il tronchetto della felicita' (cit ndr) insieme a Gnutti dovranno PAGARE. Nell'affare Telecom-Olimpia-Olivetti hanno RUBATO 1.7 MILIARDI di Euro al fisco, accordo tra le parti (Stato mafioso e Mafiosi) e si paga solo 156Milioni di Euro.. uno sconto del 95% su un quinto di una finanziaria, invece di RIPRENDERCI TELECOM, come doveva essere, gli abbiamo fatto rimettere in tasse i soldi che ha risparmiato con il prestito di Adriano.

la CEI ha dato la sua visione dell'italia, al contrario di qualsiasi paese dove contano le societa' di Rating, in Italia il papa ha detto che bisogna togliere l'aborto (indegno) uccidere gli omosessuali.. o al massimo curarli, o comunque non riconoscergli NESSUN diritto visto che non sono persone. Bisogna rivedere le priorita' scientifiche reintroducendo il concetto Tolemaico, visto che chi ricerca continua a scordare l'unica risposta alle domande... e' stato dio. punto.

e poi ho gli amici che mi dicono di tornare... qui sono 55milioni di persone da incarcerare.. io fascista non sono, e quindi se il 99% della popolazione italiana vuole questo paese (e continuando a votare cosi' sembra) se lo tengano.. venite via con noi... apriamoci un bel paese, con frontiere aperte e 100 persone che ne facciano parte.. non 56 milioni...

LASCIATELI LAVORARE.

giovedì 17 gennaio 2008

Democrazia, questa FALLITA!!



Ho bisogno di URLARE il mio sdegno... la mia incazzatura.. la mia consapevolezza.
Piu' volte mi sono ritrovato a discutere con parenti, amici e fratelli, a discutere del fatto che dovrei sentirmi Italiano, e per questo dovrei "lottare" nel mio paese. La mia risposta e' sempre piu' o meno la stessa, non sono un fascista, e non lotto contro la STRAGRANDE maggioranza, infatti non si parla del 56% o del 60%. Sto parlando del 99,87% della popolazione del mio paese.
Ho imparato a valutare uno stato democratico per quello che etimologicamente e'... il dominio del popolo, la democrazia rappresentativa ci da' un diritto e un dovere, poter eleggere qualcuno a rappresentarci in parlamento, e il dovere di SAPERE chi stiamo votando, non nella sua persona fisica eh (siamo in un sistema di partiti), ma nel complesso dell'organo di potere, nel complesso del partito, o al momento, della maggioranza in cui il partito convoglia, e per come la vedo io chiunque voti e' responsabile del proprio voto. In Italia TUTTI siamo concussi (tutti quelli che votano), la concussione (giuristi scusate l'approssimazione di questa definizione) e' l'atto attraevrso il quale si esercita un potere, politico, sociale, religioso etc etc per modificare i comportamenti di una persona per fini "personali". Nella concussione, ci sono due attori, colui che pressa e esercita il potere e colui che lo subisce, entrambi pero' sono colpevoli di fronte alla legge.
In un paese dove il ministro della giustizia (Clemente Mastella ndr.) e' testimone di nozze di un pentito di mafia, padrino di un camorrista, e padre-padrone e signore di una lobby familiare che permea tutta una regione (che e' la quarta per numero di persone) come la Campania, fa di TUTTI noi dei Concussi (o almeno tutti quelli che hanno votato la maggioranza attualmente in parlamento, e aihme' anche io per la prima volta in vita mia ho votato alle politiche stavolta). Perche' dico questo? perche' per come la vedo io dai DS a Rifondazone passando per Di Pietro, hanno accettato di sedere vicino ad una persona cosi' (per non parlare dei vari Pomicino, Dini, De Mita, Andreotti... gente che dovrebbe avere 30 anni di carcere sulla testa se ci fosse una giustizia), hanno accettato di essere votati, pur sapendo di dover avere a che fare con questa gente. Ne basta uno... se solo uno e' un mafioso in parlamento TUTTA l'area e' mafiosa per me (o meglio Concussa) e quindi colpevole di fronte alla giustizia. Certo.. dall'altra parte stanno pure peggio, non e' che dico che solo questa di maggioranza e' Concussa e Mafiosa.
E quindi? bisognerebbe lottare? come? contro chi? contro tutti? e se si lotta contro tutti? c'e' un paradosso.. se TUTTI sono concussi, si lotta contro se stessi... ecco..
Questo e' quello che penso. LASCIATELI STARE. non calcolateli, o andatevene tutti in massa, se non potete accettare di essere dei concussi, o dei mafiosi, lasciate quel paese, che e' il VOSTRO. Infatti non penso che in giro ne esistano di migliori, sono cosciente che ogni mondo e' paese in questa cosa (oddio magari ci sono eh) ma almeno non sara' il VOSTRO paese. Siate cittadini di tutto il mondo, o per meglio dire, cittadini di voi stessi e basta. Vergognatevi di chi fa politica in italia, chiunque esso sia, vergognatevi di chi vota in italia, chiunque esso voti. Non riesco a pensare ad altro che a questo. Bisogna provare VERGOGNA, e dopo averla provata, fare un bel processo a noi stessi.
Non cambiera' nulla eh, io lo so che nulla cambiera', presso i nostri padroni e signori americani vota il 20% della popolazione e nulla cambia. Ma almeno, avrete messo in carcere quel pezzo di voi che e' concusso e mafioso, e potrete convivere con l'altra parte, andando a trovare il fetente in quel carcere che e' in voi stessi ogni tanto, portandogli anche affetto, amicizia, du patate.
Non parlo da un pulpito, e' un processo che devo fare anche io in larga parte. Ma una cosa l'ho capita, in Italia, non torno, dal punto di vista "sociale". Potro' anche vivere in quel paese, ma non affrontero' mai piu' il "pubblico", affrontare i terroristi vuol dire dargli dignita' di oppositori, per me il paese tutto ha perso quella dignita', e come si fa con la lotta al terrorismo, non si dialoga. PIU'

mercoledì 9 gennaio 2008

Il tempo africano


Ecco la piu' lucida e precisa digressione sulla VERA differenza tra europei e africani, tanto lucida da far sorridere...

L'europeo e l'africano hanno un'idea del tempo completamente diversa, lo concepiscono e vi si rapportano in modo opposto. Nel concetto europeo il tempo esiste obiettivamente, indipendenetemente dall'uomo, al di fuori di esso, ed e' dotato di qualita' misurabili e lineari. Secondo Newton il tempo e' assoluto: "Il tempo assoluto, vero, matematico scorre in se' e per se' in virtu' della sua stessa natura, uniformemente e senza dipendendere da alcun fattore esterno". L'europeo si sente schiavo del tempo, ne e' condizionato, e' il suo suddito in tutto e per tutto. Per esistere e funzionare deve osservare le sue ferree e invamovibili leggi, i suoi rigidi principi e le sue regole. Deve rispettare date, scadenze, giorni e orari. si muove solo negli ingranaggi del tempo senza i quali non puo' esistere. Ne subisce i rigori, le esigenze e le norme. Tra l'uomo e il tempo esiste un conflitto insolubile che si conclude inevitabilmente con la sconfitta dell'uomo: il tempo annienta l'uomo.

Gli africani autoctoni, invece, intendono il tempo in modo completamente opposto. Per loro si tratta di una categoria molto flessibile, aperta, elastica, soggettiva. E' luomo (un uomo beninteso, che agisca conformemente al volere degli antenati e degli dei) che influisce sulla forma del tempo, sul suo corso e ritmo. Il tempo e' addirittura qualcosa che l'uomo puo' creare: infatti l'esistenza del tempo si manifesta attraverso gli eventi, e che un evento abbia luogo oppure no dipende dall'uomo. Se due eserciti non si danno battaglia, la battaglia non avra' luogo (ossia il tempo non manifestera' la sua esistenza, non esistera').
Il tempo si manifesta per effetto del nostro agire: se cessiamo la nostra azione o addirittura non l'intraprendiamo, esso sparisce. E' come una materia sempre pronta a rinascere sotto uno stato di ibernazione o addirittura di non essere. Il tempo e' un'entita' inerte, passiva e soprattutto condizionata dall'uomo. L'esatto contrario del modo di pensare europeo.
Tradotto in pratica, significa che se ci rechiamo in un villaggio dove nel pomeriggio deve tenersi una riunione e sul luogo adibito non troviamo nessuno, non ha senso chiedere "Quando comincia la riunione?". La risposta e' scontata: "Quando tutti saranno arrivati". Oppure se ci si siede sull'autobus non si puo' domandare "Quando parte l'autobus?", si avra' come risposta " Come quando? Quando ci sara' abbastanza gente da riempirlo".
Ryszard Kapuscinski -- Ebano.

sabato 5 gennaio 2008

Giorno 11 31/12 Rusumo - Kigali


Sveglia alle 7, la frontiera apre alle 8. Sbrighiamo le 4 cazzate di formalita' che dobbiamo sbrigare e ce ne torniamo verso Kibungo per poi arrivare a Kigali... 3 ore di viaggio fatti tranquilli, consapevoli che il viaggio e' finito, ma i ricordi no..
3100km in 11 giorni.
300 litri di benzina.
due volte la marmitta spaccata.
due batterie usate.
Larga la strada, stretta la mia...
siamo arrivati a Kigali, e la stanchezza va via.
Ceniamo con pasta e vongole e cozze.. cerchiamo di tenere fino all'anno nuovo.. ma alle 10 di sera crolliamo sotto i colpi di sonno. Festeggeremo l'anno prossimo. Domattina.

Giorno 10 30/12 Arusha - Rusumo


Partiamo da Arusha alle 5.30, prima arriviamo a Shynianga prima stiamo tranquilli. La strada comincia bene fino alle pendici dei vulcani, poi ci saranno sti 350km di sterrato. Ne facciamo 100 spiccicandoci sul vetro una specie di gallina (a 60km/h non riesce ad evitarci). Incrociamo il Rais in macchina e continuiamo la traversata. Raggiungiamo Singida (nel sud) dove devieremo verso ovest diretti. singida e' una bella citta' di frontiera (sta all'inccrocio delle strade che da Arusha e da Dar-es-Salam portano a Shinyanga e quindi a Mwanza sul lago vittoria) piazzata sui dei kopjes molto belli. e da qui splendida sorpresa. i 200 km che ci aspettavano di sterrato sono ormai diventati una strada asfaltata nuova di pacco. sono ormai le 12, ma forse.. e dico forse ce la facciamo.. decidiamo (in realta' alice voleva fermarsi a Shinyanga per non rischisare, ma a me non andava di farmi due giorni di viaggio, avrei voluto farne solo uno e usare l'altro per riposarmi) di continuare dritto, verso Kahama e quindi Rusumo... ci mancano pero' 500km da dover fare prima di sera, certo ci assicurano che la strada e' tutta cosi'... si puo' fare. Cominciamo al rincorsa,chiedendo ogni volta che e' possibile rinfrancamenti sull'apertura della frontiera, tutti ci dicono che non chiude.. noi siamo preoccupati solo di non viaggiare di notte qui, ma in Rwanda non ci sono problemi. Corriamo a 100 all'ora dato che la macchina di piu' non fa se non spingi (e beve come un assassina se spingi) e i limiti ci consentono questo.
alle 19, a 20 minuti dal tramonto raggiungiamo l'ultimo checkpoint della polizia prima di rusumo (40 km). Ci dicono che il checkpoint e' chiuso... TERRORE.. il primo albergo e' a 300km.. riusciamo a convincerlo di farci passare, lui ci dice che da li e' pericoloso, ma hanno controllato da poco e possono farci andare... quindi andiamo... ultimi 40km guardandoci intorno senza rallentare di un km/h.. arriviamo alle 19.30 a Rusumo...
DRAMMA. cidicono che la frontiera e' chiusa... in rwanda e' aperta, ma loro chiudono alle 18. Al contrario di TUTTE le informazioni che ci hanno dato Camionisti e Poliziotti lungo la strada che ci assicuravano che tutto era aperto anche di sera... FALSO.
Dobbiamo dormire alla frontiera.. acchittiamo il letto in macchina, e alle 9 di sera gia' dormiamo.. e dormiamo 10 ore.. tanto eravamo stanchi.

Giorno 9 29/12 Arusha - Nuvole


Gia', nuvole.
Ci svegliamo la mattina relativamente presto perche' vogliamo andare a vedere il Kilimanjaro. Qui siamo alle pendici di un monte di 4800 metri sopra la nostra testa, senza alcuna traccia di neve alla sommita'. Prendiamo la macchina per farci almeno 100 km verso Moshi. Per vedere quest'altra meraviglia di questo paese. 6000m sul livello del mare, 4 fasce climatiche (dall'equatore all'artide) in un punto solo del mondo. Ma gia' per strada intuiamo quel che sapremo poi, il Kilimanjaro non si vede. E' tutto un enorme nuvola, a parte in un paio di kilometri di strada dove vediamo far capolino la punta. E giu' foto. Raggiungiamo Moshi e ci avviamo verso il giro della montagna, 200km di strada, per sperare di trovare un versante senza nuvole. Alice pero' e' stanca di stare in macchina e non vuole farsi tanta strada con rischio di non ricavarne nulla, e cosi' poco dopo Moshi decidiamo di tornare indietro (sapro' poi da Toni che lui ci e' andato 3 volte a Moshi senza mai essere riuscito a vedere il monte).
Ritorno con brivido, per la polizia che ci vuol fare una multa per eccesso di velocita' (andavo a 50 dove bisognava andare a 30!!!), solito trucco del stiamo ripartendo, non sappiamo dove pagare.. e ci lasciano andare. Si torna in albergo.. domani ci attendono almeno 600 km di cui 300 di sterrato.

Giorno 8 28/12 Arusha


Primo giorno ad Arusha di decompressione, dopo 1800km di strada di cui piu' di 3/4 sterrata. Facciamo un giro a piedi, esausti della macchina. Arusha e' una citta' caotica, diversa dalle citta' rwandesi non tanto per folla quanto per partecipazione della folla. Qui ti rivolgono la parola, non solo, anche i poliziotti ti chiedono come stai, da dove vieni, dove vai, da che paese vieni etc etc. A differenza del rwanda, dove puoi andare subito alla domanda diretta che ti interessa, qui e' buona norma chiedere come va... sara' il turismo maggiore o sara' che il Rwanda e' un paese particolare... I giri ci portano a vedere se avremo qualcosa da comprare per il ritorno (qui si trovano molte piu' cose particolari del Rwanda, come dolci prefatti, sciroppo d'acero e alcolici a prezzi decenti) e a chiedere informazioni sulla strada per il ritorno (di cui siamo molto preoccupati). Qualche rapido passaggio ai souvenir che pero' non sono particolarmente appetibili, un pranzo dal giapponese (Maki e riso con gamberi) e si ritorna in albergo, con televisione, internet e stanchezza. Cena in albergo e la giornata passa.

giovedì 3 gennaio 2008

Giorno 7 27/12 Ngorongoro - Arusha Addio alle armi


Sveglia prima dell'alba con vista sui vulcani, colazione straordinaria alle 5.30 (straordinaria non per bonta' ma perche' ci fanno un favore a farcela a quell'ora quando solitamente si comincia alle 6). ricarichiamo tutto in macchina e si parte per prendere Joseph (la guida). Ritrovo la strada di casa sua INCREDIBILMENTE e lo carichiamo e scendiamo in NgoroNgoro, che posto... siamo da soli e la prima emozione e' una famiglia di leoni, un maschio 4 donne e 6/7 cuccioli bellissimi, a non piu' di 10 metri da noi, rievdiamo un po tutti gli animali gia' visti compresi struzzi, cerchiamo ovviamente quelli mancanti alla nostra checklist... elefanti cheetah e rinoceronti. L'elefante lo becchiamo vicino e maestoso, il rinoceronte anche solo che a distanza siderale dalla strada, per cui dobbiamo fidarci che sia lui, dato che anche con il nostro 350 della macchinetta non si distingue, dei chetaah niente, neanche l'ombra.. e sara' l'unica cosa che ci dispiacera' non aver visto. Per il resto lo spettacolo piu' bello e' il gruppo di fenicotteri flamingo ristorasi sul lago... gruppo? saranno 100.000, il lago e' diventato rosa. Infatti il ngorongoro e' un santuario principalmente per le migrazioni di uccelli dalla siberia, europa e resto d'africa.
c'e' poco da dire dato che va visto per capire la bellezza del luogo. Intanto pero' la marmitta si spacca del tutto, e sembraimo un Jumbo Jet che viaggia a 40km/h per terra... non potete capire cosa e' un motore 3000 6v senza marmitta... e' ormai pero' mezzogiorno e qui se sgarriamo 30 minuti ci fanno pagare un altro giorno, cosi' ci avviamo fuori lasciando la nostra guida a casa. Come aereoplani raggiungiamo l'uscita senza dare un occhiata alla marmitta, tranne che io la lego alla bene e meglio epr evitare di perderla con riparazioen veloce alla "africana" come dice il console. Usciamo e Mangiamo il nostro pranzo.. e ci avviamo verso Arusha. Incontro FANTASTICO con una foresta di BAOBAB vicino a un altro parco naturale (Lake Manyara National Park) dove pero' non ci fermiamo, ma devo dire che i BAOBAB sono SPLENDIDI e completamente affascinanti. Arriviamo al primo paese con un garage per farci riparare la marmitta, ce la saldano, ma qui voglio spiegare come lavorano gli africani, la saldatrice elettrica, e' ovviamente un enorme grovigio di rame che e' legato ad un tavolo di ferro, grazie al quale passa la corrente e loro lo fanno con un piede sopra questo coso dove scaricano 380V. La saldatrice a Propano (quella a ossigeno diciamo) e' per terra, sotto il sole.. due bombole, una di propano e una di ossigeno) dove loro accendono la fiammella vicino.. come? dando fuoco ad un cartone con la saldatrice elettrica e spegnendolo con i piedi a 30 cm da queste due bombole.. che insieme sono una specie di piccolo ordigno atomico... PAZZI ma affascinanti, ah, altra cosa e' che non usano occhiali scuri, chiudono gli occhi quando la punta sta per toccare il ferro.
Cmq riparano il tutto chiedendoci praticamente 10 dollari, e secondo me hanno fatto il prezzo musungu, solo che non trovando la cifra eccessiva nemmeno mi metto a discutere. Da qui in avanti e' tutto asfalto per arrivare alla falde del monte Meru, monte sacro ai masai che sovrasta Arusha. Arriviamo, ci cerchiamo un albergo e optiamo anche qui per non sbatterci troppo 75$ al giorno (scoprendo poi che potevamo pagarne un terzo in altri posti) ma abbiamo televisione satellitare e internet, da cui possiamo chiamare con skype. Stremati docciati mangiamo al miglio albergo di Arusha (Impala, non proprio il migliore ma uno dei migliori) e crolliamo sotto i colpi della televisione.

Giorno 6 26/12 Serengeti - NgoroNgoro, Dio PARLA QUI


Sveglia nel parcheggio con colazione di ottimo caffe', e scopriamo una cosa TRISTISSIMA, dopo un giorno passato a cercare elefanti, eccone uno li sopra il gate a mangiare foglie, e lo stavamo anche per perdere se non fosse stato per un inglese di origine italiane con cui ci mettiamo a parlare.
Dobbiamo uscire dal serengeti alle 14 (i biglietti valgono 24 ore) e vorremmo sfruttare tutto, la macchina ha ormai la marmitta bucata e fa un discreto rumore, e siamo con poca benzina per arrivare sul cratere, cosi' alla fine facciamo quello per cui ieri ci siamo ammazzati, tornare al seronera, dove ci sta la pompa di benzina (dove ovviamente costa un 40% di piu' che fuori dal parco). Ci dicono che la marmitta sta bene e andiamo, nonostante il rumore, a cercare quelli che ci mancano, elefanti e cheetah (leopardi), oltre a goderci questi ultimi istanti di spianate savaniche. Non troviamo altro che il gia' visto. (e' bellissimo come all'entrata del parco mi eccitavo per 5 zebre vicine e ora snobbo branchi di leoni ormai visti e rivisti :). Andiamo a pranzare al Gate sud per poi uscire subito dopo pranzo, becchiamo una comitiva di italiani, e qui un po di sorriso e di orgoglio, gli unici che si vanno a prendere l'acqua da soli senza aspettare il negretto che li serva, e gli unici che si sono portati un TOVAGLIA!!! noi dal canto nostro ci mangiamo una discreta zuppa prefatta istantanea di pollo e un OTTIMO caffe' (unico lusso che ci stiamo concedendo avendo portato anche e ovviamente la moca). Andiamo poi a pagare per il ngorongoro.. altri 340$!!!! per un GIORNO!!!! (100$ di entrata per 2 persone, 40$ per a macchina e 200$ di entrata al CRATERE!!! smepre per la macchina, e nemmneo prendiamo il campeggio volendo chiedere li poi posti dentro i lodge, che scopriremo costare 90$ a persona... conti fatti 540$ per un giorno in serengeti, fatto 30 facciamo 31). Entriamo in Ngorongoro, passando prima per la spianata del serengeti dove CAPIAMO cosa e' la migrazione... qui davvero non c'e' soluzione di continuita' per kilometri a PACCHI E PACCHI di animali.. IMPRESSIONANTE.
Entriamo in Ngorongoro Park, passando per la zona dei masai (che ti corrono appresso per avere qualche dollaro in cambio di una foto, decidiamo ovviamente di non farne se non un paio rubate di sfuggita). Paesaggi bellissimi avvicinandoci al massiccio vulcanico, strada pessima, e se dico pessima, vuol dire BEN peggio di quelle passate fin'ora che erano gia' un VERO SCHIFO. Ormai sono diventato un pilota da fuoristrada pronto per la Dakar, e non lo dico a caso eh, penso davvero di poterla fare (senza ovviamente concorrere a vincerla). Cominciamo la salita e ci dirigiamo verso l'headquarter per benzina e info sui lodge, senza prima evitare di sbirciare l'INCREBIBBILE (E scusate che non esiste una MAIUScOLA della MAIUSCOLA) visione del cratere del NGORONGORO, una Caldera di 10 km di diametro con dentro foreste, montagne, savane, spianate, laghi e paludi. Praticamente un microcosmo d'africa, tutto racchiuso dentro questo ex vulcano. un SANTUARIO degli animali e della natura. Non vedro' mai piu' qualcosa di tanto raccolto e bello.
Arriviamo a fare benzina che qui costa come fuori (circa un euro al litro) con enorme sorpresa quando scopriamo che l'unico rifornimento del ngorongoro e' dell AGIP!!!
chiediamo Info sui lodge e scegliamo il meno caro (ci eravamo fermati a chiedere info al Serena, il piu' caro, ma ci chiedevano 450$ a notte!!! meno male che era pieno, con tanto di tristezza nella Hall dove un gruppo di donne masai tutte agghindate facevano le belle statuine per i ricchissimi imperailisti presenti, con tanto di foto ed elemosina.. una TRISTEZZA).
Troviamo all'headquarter la nostra guida (obbligatoria nel cratere) con cui ci diamo appuntamento alle 6 meno 20 in modo da entrare nella caldera per primi (apre alle 6).
Ci consigliano il Rhino Lodge che e' nuovo e non troppo costoso (ecco i 180$), con compresa, cena colazione e pranzo al sacco. Ristoro completo con doccia calda, dopo 2 giorni di macchina e di letto scomodo.. elettricita' e tutto.. un sogno. (alice in realta' si fa la doccia fredda, dato che l'acqua calda sarebbe arrivata 20 minuti dopo quando ormai era insapoanta.. povera).
Birra davanti ad un camino con incontro con sudafricani e con la manager del posto.. che e' Italiana, tale silvana di trieste, sessantaxenne che conosce il padrone (anche lui italiano), che chiacchera molto ma piacevolmente. Cena buonina (o ottima pensando alle precedenti due), e sonno ristoratore.

Giorno 5 25/12 Serengeti - Leoni a non finire


I bagni del campeggio sono ovviamente latrine, nemmeno cosi' indecenti come pensavamo, smontiamo al macchina e ci aspetta un giorno completo di serengeti, siamo ormai alla fine del western corridor e non ci manca che andare a cercare animali e la migrazione. Leoni... cominciamo foto da lontano finche' non capiamo che i leoni non si spaventano delle macchine e ti si piazzano accanto ai bordi della strada, oggi oltre alle solite Giraffe, vediamo appunto Leoni, Ippopottami, Iene, Avvoltoi, Facoceri, Aquile, Uccelli sempre piu' strani, Sciacalli, e ovviamente pacchi di Zebre Gnu Gazele di vari tipi e Bisonti (praticamente un assaggio di migrazione). Disserto un attimo sulla migrazione del serengeti, ci sono 2 milioni di animali (appunto Gazzelle Gnu Zebre e bisonti) che ogni anno si fanno il giro del serengeti (che comprende serengeti tanzanese, ngorongoro e parco masai in Kenya) appresso alle pioggie, si fermano, mangiano l'erba fresca di pioggia e quando finisce si spostano in MASSA (e MASSA e' la parola giusta per 2 milioni di animali) verso le nuove pioggie, ovviamente inseguite dai predatori che pero' di base non si spostano, ma ne aspettano il passaggio. Noi siamo capitati all'inizio della stagione delle pioggie, dove gli animali sono appena riscesi dal Kenya da nord passando per l'est e si cominciano a piazzare sulle pianure a sud del serengeti. E' uno spettacolo INCREDIBILE, vedere queste distese di kilometri di savana puntellate a perdida d'occhio da macchioline nere, senza soluzione di continuita', le cui foto non rendono giustizia. PAZZESCO.
Ci giriamo un po tutto il parco piu' volte (quasi 400km di "passeggiata") vedendo di tutto, (tranne gli elefanti che inseguiamo e non riusciamo a beccare e leopardi che escono solo di notte e ghepardi, che di solito sono distanti dalle strade avendo paura delle macchine e muovendosi solo per cacciare acquattati nell'alto erbame della savana). Per il resto facciamo enplein. Altra nota.. i Kopjes, formazioni granitiche che spuntano dalla savana, praticamente questa savana a 1200 metri di altezza altro non e' che l'accumulo delle eruzioni vulcaniche del massiccio del ngorongoro (7 crateri in tutto di cui solo uno semi attivo), cenere e altro accumulate in milioni di anni, i Kopjes sono pezzi di granito formatisi sotto terra, che con l'erosione delle ceneri vengono fuori, il granito ci vuole un po di tempo a erodersi, cosi' spuntano queste montagne spaccate, gia' spaccate, perche' i sbalzi di temperatura fanno si che siano pieni di fenditure tra massi enormi. Trovano qui rifugio piante (grazie agli accumuli di acqua al loro interno e animali (che ne fanno tante perfette, freshe di giorno e tiepide di notte). BELLISSIMI pure questi.
Si sta cmq facendo sera, a pranzo abbiamo mangiato al Gate sud, dove ho chiesto se potevamo dormire in altri campeggi piu' a sud per evitare di rifarsi i 200 km verso il seronera, in realta' lo chiedo ad una guida vista la fila kilometrica allo sportello del serengeti, mi dicono di si indicandoci campeggi giusto vicino ad un lago.
Tornando la sera ridomando per scrupolo, e ci spiegano che li sono solo campeggi speciali, dove praticamente devi prenotare e costano 50 $ invece di 30$. Proviamo cmq ad andare, ma ha piovuto, e sla strada per il lago e' Holiday on Ice ma sul fango, faccio un numero con la macchina da ALTISSIMA SCUOLA per evitare di restare impantanato nel nulla, con tanto di testacoda controllato per tornare indietro senza mai fermare la macchian che si sarebbe infossata appena rallentavamo troppo, pacche sulla spalla per me, e torniamo al Gate. Discussione infinita con me che dicevo che un loro addetto ci aveva detto che potevamo andarci (cosa falsa) e che non sarei tornato al seronera xche' era sera. Piuttosto pagavamo il campeggio speciale. Poi capiamo che sti campeggi speciali, sono spiazzi senza niente, ne bagni ne tank di acqua, fatti per i mega gruppi organizzati che si addormentano intorno al fuoco (fatto e mantenuto tutta notte dai negretti) e che per noi sarebbero stati un dramma, dato che in macchina sei sicuro si, ma non hai un bagno ne acqua e sono zone dove gli animali di solito ci sono e in massa. Disperati discutiamo con il tipo, non volendo rifarci di nuovo con la notte i 200km per arrivare al seronera. Troviamo un accordo pagano un campeggio speciale cmq, ma che ci avrebbe permesso di dormire li nel parcheggio del gate, usufruendo dei bagni che ci sono. ci va praticamente di lusso nonostante gli altri 40$ che paghiamo. Solo che nella zona ogni tanto di notte ci sono i ghepardi, che sono le uniche bestie che ti dicono di stare attento, dato che di base attaccano anche se non hanno fame e attaccano qualsiasi cosa. Cominciamo una cena a base di Noodles in scatola a lume di candela, per poi spaventati dai rumori rifugiarsi dentro la macchina, SCOMODISSIMI ma almeno tranquilli e ovviamente al buio per non sprecare batteria. Sempre piu' squallidi ma cmq contenti, anche se decidiamo che al ngorongoro ci concediamo il super lusso di un lodge, a costo di firmar cambiali (e le firmeremo eh).

Giorno 4 24/12 Mwanza - Serengeti - Pasta e Fagioli


Sveglia presto, carichiamo la macchina, io vado a far ricaricare la batteria, Alice a cambiare i soldi. Felicissima sorpresa, trovo il centro Bosch aperto, e li dato che la batteria ha solo 3 mesi me la cambiano di PACCO, senza dover spendere una lira, visto che e' in garanzia, almeno per il viaggio staremo tranquilli. Smontano l'alternatore e lo provano al banco.. e sembra funzionare bene anche ad alti regimi, sembra insomma che era un problema di batteria non buona, e mi assicurano che cosi' abbiamo risolto il nostro problema. Felici e carichi di elettricita' ci facciamo i 300km verso il parco. Entriamo al Gate dove spendiamo 400$ (200$ per 2 giorni di 2 persone, 80$ di macchina dato che e' targata Rwanda e non Tanzania e 60$ per il campeggio libero) senza manco che ci diano una brochure o istruzioni sulel regole o altro, la mappa ce la compriamo al modico prezzo di 12 dollari. Iniziamo il western corridor, cominciano Zebre, Gnu, Giraffe, Babbuini, Gazzelle di 2/3 tipi, Kopi (specie di gazelle piu' grosse), Topi della savano (quellli che si alzano in piedi) e Bisonti.. passiamo dei paesaggi MOSTRUOSI, di una bellezza FOLGORANTE. La savana e' uno spettacolo inframezzata da pacchi di animali tranquilli e liberi con Acacie e montagnette all'orizzonte. FANTASTICO.
Dobbiamo pero' muoverci abbastanza velocemente per raggiungere il seronera a 200km dove c'e' il primo campeggio libero (e scopriremo poi anche l'unico). Mentre andiamo sbirciamo altre fantastiche Giraffe in mezzo alla strada e ai suoi lati con grande eccitazione di Alice, e una piccola sopresa che non ricapitera' mai piu', un piccolo di Leopardo che alle ultime luci del giorno comincia a muoversi, probabilmente la madre e' li' vicino ma non la vediamo, peccato. Arriviamo al campeggio dopo averni scartati un paio per folla (ci saranno un 7/8 piazzole), arrivata sera prendiamo quello che ci sembra il meno peggio e ci ritroviamo la notte di natale vicino a un gruppo di 30 americani che stanno intorno ad un fuoco, prima di notte acchittiamo a letto la nostra Pajero, tirati giu' i sedili dietro mettiamo due materassi, praticamente un letto 140x200 con tanto di zanzariera messa subito sopra il tettino, all'apparenza opprimente (ovviamente non abbiamo piu' di 40cm sopra la testa) ma meno di quanto sembrava. Ci prepariamo per il pranzo di natale in compagnia dei 5 accompagnatori degli americani che li servono e li riveriscono (ASSURDI, stavano intorno a un fuoco con la legna a 2 metri e non si sono nemmeno DEGNATI di alzare un dito per buttare legna sul falo', hanno aspettato che lo facessero i "negretti" per loro, IMPERIALISTI DI MERDA). Noi ci acchittiamo dentro la gabbia (dove si cucina per evitare che gli animali vengano a mangiare le vettovaglie) una fantastica Pasta e Fagioli... Fagioli in scatola DOLCI e precotti, insieme a una pasta CINESE che si appallottola come pane e non va giu' nemmeno a cazzotti, ma che ce ne frega, siamo in serengeti, e' natale e ce lo ricorderemo per tutta la vita sta cena, mangiamo contenti pensando alla pasta con le vongole, ai ravioli e al ben di dio delle nostre case italiane.
Alle 10 di sera crolliamo, la mattina arrivera' presto.

Giorno 3 23/12 Mwanza - Riposo meritato


E' domenica e contro le previsioni di viaggio decidiamo di passare un giorno a Mwanza, cosi' possiamo far ricaricare la batteria della macchina il giorno dopo prima di raggiungere il serengeti (la strada fin li dovrebbe essere buona). Ci facciamo un giro panoramico della strada vicino il lago dietro un furgoncino-taxi-bus per capire dove passare sulle strade improbabili che ci troviamo di fronte, piacevole vista lago ogni tanto e paesini improbabili nei dintorni, cerchiamo un museo, che pero' non troviamo. In compenso torniamo in albergo e ci concediamo una lavata alla macchina e la cena indiana di nuovo.

Giorno 2 22/12 Kibungo - Mwanza 300 km di comodo sterrato

Primi 60 km in rwanda per raggiungere Rusumo, le cascate tanto declamate non sono enormi ma abbastanza suggestive, giusto sotto il ponte che delimita il Rwanda dalla Tanzania. Rapide formalita' di frontiera e passiamo in Tanzania, felice scoperta, mentre attendevamo che la donnina trascriveva i doc, la macchina e' restata accesa per paura della batteria, finite le pratiche in Tanzania anche (dove l'abbiamo spenta, 100$ di visti + 25$ di macchina), la batteria ha rifunzionato, questo spiega perche' al garage l'alternatore ricarica e a me si spegne, quando e' accesa e ferma ricarica, si scarica solo quando cammina.
Passaggio in Tanzania, stranissimo passare dalla folla continua del Rwanda dove non passano 500 metri senza qualcuno al bordo della strada o una casa di fango, alla Tanzania, dove anche per 20 km non vedi anima viva ne costruzioni umane visibili. E qui...
100 km di asfalto, con posti di blocco piu' frequenti dei paesini. Poi decidiamo di tagliare verso nord x indicazioni donateci circa il benzinaio piu' vicino (oltretutto sulla cartina che abbiamo o facevamo 700 km di cui 200 di strada non buona o 500 di cui 3 di strada non buona, optiamo per questa seconda ipotesi, rivelatasi l'ultimo giorno di viaggio sbagliata). Ecco 300 km di comodo sterrato... ma fosse solo lo sterrato, in fondo abbiamo un Pajero 3000 6V sotto il deretano, il problema e' che cominciano le cunette, praticamente penso per un certosino lavoro africano (anche se probabilmente e' il vento, ma per scaricare frustrazione voglio pensare agli africani) la strada e' fatta di minibumps alte 10 cm e distanti tra loro 20cm, praticamente come camminare su una grattuggia per automobili, il brutto, oltre al tremore tutto della macchina, e' che se vai a 20 km/h spacchi tutto, se vai a 40 km/h ti viene da vomitare, se vai a 60=80 tutto va bene, a parte guidare come se fossi su una lastra di ghiaccio con tanti saluti all'aderenza, faremo vie di mezzo per tutto il viaggio, perche' questa caratteristica la troveremo un po ovunque (loro li chiamano "rasta"). altra brutta sorpresa, al contrario delle informazioni che avevamo, la benzina qui costa piu' che in Rwanda. Cmq arriviamo al traghetto dove dovremo fare una traversata di 20 minuti sul lago vittoria, anche questa a macchina accesa, ma in fondo siamo contenti, stiamo arrivando, mancano solo 30km di sterrato e 30 di asfalto. Cosi' va,
ci cerchiamo un albergo e optiamo stremati per uno dei migliori di Mwanza (pagandolo 75$ a notte, new mwanza hotel). Scopriamo un altra cosa che ci accompagnera' per tutto il viaggio, siamo ROSSI di terra, e nella macchina ci sono 2 centimetri di terra sulle cose, inevitabile camminare con i finestrini aperti data la calura. Cmq atterraggio in hotel e doccia ROSSA TERRA per entrambi, stanotte compio 31 anni e ce ne andiamo a mangiare al ristorante indiano dell'hotel, davvero ottimo. Felice scoperta c'e' una Wireless nell'hotel, anche se funziona solo dal bagno o da vicino la porta, ma almeno possiamo usare internet con il mio telefonino (il pc ovviamente e' a casa, e MENO MALE). Crolliamo sotto i colpi di sonno.

Giorno 1 21/12 Kigali - Kibungo

... qui comincia l'avventura del signor... emh.. no
... Larga la foglia stretta la via... neanche
... Larga la soglia brutta la via... ecco.. questa e' meglio.
Iniziamo da Kigali, iniziamo dai saluti a Luca, che non verra' con noi e che ripartira' il 30 quando saremo ancora in terre Tanzanesi, carichiamo la macchina diventata praticamente un camper, tante cose utili qualcuna inutile (come 'acquisto idiota di uno starter per la macchina che non riesce a reggere nemmeno due ore di lucetta accesa, mia stupidita' fatta con i risparmi di maria calzetta).
La strada per Kibungo e' la solita, ci fermiamo a Kabarondo dai ragazzi di Urugu Rw Amahoro (casa della pace), una casa per ragazzi in difficolta' tenuta dalla diocesi di reggio emilia grazie a ragazzi volontari, nello specifico Riccardo e Paola (si quelli del matrimonio). Canti da messa e massa critica di ragazzini, abbiamo anche riincontrato la piccola scalmanata della casa di Kayonza. Rapido passaggio al loro chiosco per frugale cena a base di Mutzig (birra), brochette e banane fritte insieme a 4 preti di cui un italiano in visita, al ritorno alla casa pessima sorpresa, nuovamente la batteria della macchina a terra, quando viaggiamo non si ricarica. Comincia bene. Ultimi 20 km per Kibungo con passaggio ad Alice, una psicologa che fa supporto ai malati di Aids dell'ospedale di Kayonza. Arriviamo al Saint Joseph per dormire finalmente. Partiremo l'indomani non troppo presto dato che la frontiera apre alle 7.